Neuropsicomotricità


Il Terapista della Neuropsicomotricità dell’età evolutiva (Neuropsicomotricista), figura sanitaria, è specializzato nella valutazione e nel trattamento preventivo o riabilitativo delle patologie di origine ortopedicaneurologica e neuropsicologiche in età compresa tra gli 0 ed i 18 anni.
Peculiarità della riabilitazione in età evolutiva è quella di dover considerare il bambino nella sua globalità, il Neuropsicomotricista è quindi quella figura che realizza un intervento globale, considerando le differenti aree in cui la crescita e lo sviluppo del bambino si caratterizzano, ed integrandole con il contesto ambientale in cui lo stesso è inserito (famiglia, integrazione scolastica, integrazione sociale).

I principali elementi o fattori di rischio di sviluppo neuropsicomotorio possono essere evidenziati in differenti aree a seconda dell’età del bambino.

Dalla nascita alla scuola materna (0–3 anni): si considerano campanelli d’allarme, che quindi meritano attenzione, non solo i fattori accorsi durante il periodo pre/peri-natale come ad esempio la prematurità, quadri di sofferenza ipossicaquadri ortopedici a genesi fetale, sindromi genetiche note o sconosciute, ma anche fattori accorsi durante il periodo post-natale, come ad esempio ritardo delle acquisizioni neuropsicomotorie, infezioni insorte nei primi due anni, difficoltà nell’interazione con i pari e con l’adulto, deprivazione sensoriale ed affettiva.

Età prescolare (3–6 anni): i principali campanelli d’allarme si manifestano in ambienti di condivisione, l’attenzione alla corretta acquisizione delle tappe neuropsicomotorie deve permanere, ma in questo caso è opportuno estendere l’osservazione agli elementi che caratterizzano l’interazione del bambino con il contesto in cui è inserito. In questa fase rivestirà particolare interesse l’osservazione dell’attività ludica, la ricchezza del repertorio motorio, le capacità di problem-solving, l’attività manipolatoria e la prassia, il pregrafismo, ovvero quei prerequisiti alla base dei successivi apprendimenti scolastici.

Età scolare e adolescenza (7–18 anni): in questa fase il bambino è inserito in un ambiente scolastico, quindi difficoltà di apprendimento, scarsa attenzione, difficoltà nella relazione tra pari possono sottendere e nascondere patologie più complesse, che richiedono un intervento su più fronti.
Inoltre il campo d’intervento si estende a quelle situazioni, come ad esempio disordini muscolo-scheletrici causati da frequenti traumatismisovraccarichi e stiramenti muscolariscoliosi e patologie della colonna vertebrale, alterazione dello schema del passo e dell’appoggio del piede in ortostatismo, problematiche neurologiche a comparsa tardiva, patologie sistemiche che necessitano di un approccio multidisciplinare.

In seguito ad una valutazione dello sviluppo globale del bambino il Neuropsicomotricistà individua il percorso terapeutico più idoneo per valorizzare le potenzialità ed affrontare le difficoltà riscontrate.
L’intervento è finalizzato all’abilitazione/riabilitazione di funzioni e abilità proprie delle fasi di sviluppo del bambino, sostenendone la crescita ed accompagnandolo nell’acquisizione di maggiori competenze.


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